martedì 27 aprile 2010

Santi Patroni

Partiamo dai luoghi comuni: Italia, terra di santi, poeti e navigatori.

I poeti e i navigatori un’altra volta, oggi mi interessano i santi.

Non tutti i santi, però. Ci sono santi e santi. Io voglio la creme de la creme: i Santi Patroni.

Il Santo Patrono, protettore delle arti, dei mestieri, delle città, dei paesi e di tutto ciò che la mente umana può concepire è passato un po’ di moda in questo breve scorcio di inizio millennio. Lo spettro dell’ateismo getta la sua lunga ombra sull’Italia.

La fede è in dubbio, il Papa è messo in discussione, l’Ignoranza sobilla per togliere i crocefissi dalle scuole e dai luoghi pubblici. Dubbie associazioni che un tempo sarebbero state bollate come eretiche – e i cui adepti bruciati sulla pubblica piazza con un pizzico di finocchio – oggi istituiscono la giornata dello sbattezzo. Un illuminismo di ritorno vorrebbe farci credere che la scienza può spiegare tutto e l’uomo è il dio di se stesso e del mondo.

E noi cosa possiamo fare?



Noi possiamo affidarci a San Francesco, patrono d’Italia.

Bene, bello.

Ma più in concreto, più terra terra?

Perché pregare San Francesco è un po’ come chiedere giustizia al Presidente della Repubblica. Fattibile, sì. Magari, però, guardando un po’ più in basso…

Totò lavora in una manifattura tessile a Catania. Totò è fortunato perché Sant’Agata è la santa patrona dei tessitori siciliani, quindi lo ascolta di sicuro.

Anche Carlo è fortunato. Lui tutti i giorni taglia barba e capelli ai suoi compaesani di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. Se non ci fosse Sant’Amedeo Morano, protettore dei barbieri piemontesi, a chi mai potrebbe rivolgere i suoi appelli?

Alice ha compiuto due anni a luglio e ancora gattona. Sua mamma è preoccupata per questo ritardo. Ma sa che può affidarsi a San Boetiano, patrono dei bambini che ritardano a camminare.

Idraulici, facchini, pranoterapisti. San Fabiano, San Cristoforo, San Franceschino.

Ciechi, sordi, balbuzienti. Santa Cunegonda, San Gautiero, Santa Brigitta.

Mugnai, maniscalchi, ebanisti. Santa Cristina, Sant’Apelle, San Giuseppe.

Persino ladri e cospiratori hanno i loro protettori. San Disma e San Tibaldo.

Un santo c’è sempre. In verità ce n’è spesso anche più di uno.

Per le partorienti ad esempio i santi si sprecano: Sant’Apronia, Santa Felicita, San Gerardo, Santa Giuliana, San Gottardo, Santa Margherita Lorena, Santa Marina, San Norberto, San Cristiano, San Domenico di Silos, San Eduardo.

La sovrapposizione dei santi patroni, dei protettori regionali, locali, statali rischia di creare confusione nei poveri credenti.

Se si segue la via del federalismo “patronale” ci si dovrebbe affidare al santo del luogo, ma quello nazionale è senz’altro più potente. Certo, è anche più occupato… come sperare che trovi un minuto per noi? E’ forse per questo che si è creata questa penosa duplicazione di funzioni: doppio santo, doppia protezione.

Si è pure pensato di affidare allo stesso santo varie categorie di devoti e le varie categorie di devoti a più santi, nella speranza che nessuno, ma proprio nessuno, resti scoperto.

San Michele Arcangelo, ad esempio, è il patrono della Polizia di Stato.

Ma come mai una definizione così specifica? C’è forse qualche altra polizia in Italia?

In effetti sì. Nel 2001, con la riforma del titolo quinto della Costituzione, molti poteri sono stati devoluti dallo Stato a Regioni ed Enti Locali e tra questi pure l’istituzione di una polizia locale.

Gianni, poliziotto locale di Terni, può appellarsi a San Michele Arcangelo se un tossico gli pianta una siringa nella mano? Qualche dubbio c’è: potrebbe non averne diritto.

Tirandolo un po’ per i capelli ci sarebbe San Sebastiano, patrono della polizia municipale oltre che dei tappezzieri. Qualcosa mi dice però che vigili urbani e polizia locale non sono la stessa cosa. E Gianni ha sempre quella cazzo di siringa piantata nella mano. Gli ha trapassato il palmo uscendo sul dorso. Solo per togliersela è caduta dal cielo una granucola di santi.

E se la siringa fosse infetta?

Cazzo! Dovrà pur esserci un santo a cui rivolgersi!!

Trovato.

San Lorenzo, patrono dei poliziotti (generici) oltre che dei bibliotecari, dei cuochi, dei librai, dei pasticcieri, dei vermicellai, dei pompieri, dei rosticcieri e dei lavoratori del vetro. Più svariati paesi e città.

Eccolo qua l’esempio lampante delle funzioni multiple. Che avranno mai a che fare i cuochi con i librai, con i pompieri. E tutti loro con i vermicellai? E che razza di lavoro è il vermicellaio?

Ma San Lorenzo non è un caso isolato.

San Tommaso d’Aquino ad esempio è sì il patrono dei teologi, dei licei e delle universita’, ma non solo. Lo è anche dei librai, che a questo punto ritengo essere una categoria a rischio, se non è sufficiente il solo San Lorenzo a proteggerli. Ma soprattutto, quel che ai miei occhi lo rende davvero speciale, è il patrono dei fabbricanti di matite. 

Ora. A seconda del luogo di nascita, della famiglia, delle situazioni, delle disgrazie o delle belle notizie, in tutto l’arco della nostra vita andremo a scomodare un gran numero di santi. E avranno tutti la medesima importanza per noi? Ma neanche per sogno!

La verità è che un solo santo ci connota veramente. Sta a noi capire quale.

* * *


Rocco è nato a Belluno nel 1971. Rocco è un soprannome, per via di un film visto da ragazzini.

Io ero amico di suo fratello Fabrizio, perciò bazzicavo spesso per casa loro. Da che lo ricordo ha sempre avuto una fissa: entrare nell’esercito. Coltelli, pistole ad aria compressa, tute mimetiche. Un po’ invasato, per come la vedo io.

Dopo la leva mise la firma per rimanere altri tre anni in fanteria. Il suo sogno era fare il militare di professione. Fino a quando non conobbe Milena.

Fu amore.

Lasciò l’esercito, si sposò e si imbarcò nell’apertura di un bed&breakfast dalle parti dell’altopiano di Pinè. Un disastro. Due anni di speranze, illusioni e debiti. Poi solo debiti.

Ma Milena era piena di grandi idee e sogni, e stava a lui realizzarli. Il b&b non aveva funzionato. Forse un piccolo bar avrebbe dato loro l’esperienza che mancava.

E questa volta andò bene. Anzi, i primi tempi andò alla grande. Fare l’oste però non era ciò che Rocco desiderava - lui sognava missioni in zone di guerra, non vecchi ubriachi alle 10 del mattino – ma aveva Milena e questo lo ripagava di tutto. Cominciò persino ad appassionarsi di vini, a visitare cantine. Le enormi botti di rovere nelle quali il vino riposava gli davano un senso di forza, di grandezza. Il profumo delle cose che durano nel tempo. Spesso, quando il bar era vuoto, si trovava a disegnarle soprappensiero sul blocchetto dei conti.

Furono sei anni di duro lavoro.

Fino al giorno in cui nel loro piccolo bar non entrò Mirco.

Così immerso a realizzare un sogno non suo, Rocco neanche si accorse di quello di cui tutto il paese ormai parlava. Quando trovò sulla porta del bagno del bar il suo ritratto stilizzato con un palco di corna che andava da uno stipite all’altro era ormai troppo tardi.

Milena seguì Mirco in Spagna, abbagliata dall’idea di una comune dalle parti di Leon.

Rimasto solo a portare avanti il bar Rocco diventò il suo miglior cliente. Ubriaco a tempo pieno in un bar che ormai odiava. In uno schiocco di dita perse tutto. Cominciò a vagare per le strade del paese parlando con la bottiglia.

Una sera, gironzolando per il centro con un paio di amici, lo incrociai a chiedere gli spiccioli ai passanti. Li chiese anche a me e glieli diedi.

Lo venne a prendere il fratello dopo 8 mesi di cucine popolari e alloggi per poveri.

Lo trascinò a forza a casa dei suoi. Ci vollero quasi 2 anni perché si riprendesse.

L’ultima volta che ho parlato con Fabrizio mi ha detto che Rocco ora vive in Francia. E’ apprendista da un mastro bottaio.

A quanti santi si sarà rivolto Rocco per questa vita piena di sorprese?

Solo a uno.

San Martino, Patrono di Belluno, della fanteria, degli albergatori, degli osti, dei mariti traditi, degli ubriachi, dei poveri, dei mendicanti e dei fabbricanti di botti.

Sia lode a San Martino.

 

 

(Gino Savage tornerà su Sanjuro la mattina del 3 maggio: segnatelo sui calendari!)

1 commento:

  1. ambien ydsk cialis online pharmacy carisoprodol 19851 accutane online 385 tramadol xoqcg getting high on ultram >:-O ultram as antidepressant 11365

    RispondiElimina