martedì 6 aprile 2010

Carta Igienica

Sento mio nipote chiamare la nonna.
Io leggo e lui urla. A squarciagola. Non nella mia stessa stanza, grazie a dio.
La chiama ancora, ancora, ancora.
Gli intervalli variano, prende fiato per gridare più forte. La pazienza non è il punto forte di un bambino di 4 anni. Vado a cercarla io la nonna, tanto di leggere non se ne parla proprio.
Anche se non lo vedo so perché la chiama. E' ovvio.
Ha cagato e non sa pulirsi.

Imparare a usare la carta igienica è uno dei riti di passaggio meno considerati. Neanche ci si fa caso, ma la possibilità di schiodarsi dal water con le proprie forze è un grosso passo verso l'età adulta. Difficile trovare scrittori che sappiano trattare in maniera divertente un simile argomento.
Fortuna vuole che un uomo arrivi dal Giappone per parlarci di questo e molto altro nel volume a fumetti Tezuka secondo me, una biografia d’autore.
Il racconto è incentrato sull’importanza che l’opera di Osamu Tezuka – il padre del manga moderno - ha avuto nella vita dell’autore e sulla sua successiva decisione di diventare mangaka.
Ora potrei sbizzarirmi sull'opera di Tezuka, ma la verità è che il punto focale di questo libro sono le scene di vita quotidiana in un paesino perso tra le montagne del Giappone negli anni ‘50.
E allora ecco la mamma che raccoglie fascine d’erba per farne concime, le ore di strada per scendere dai monti e trovare una libreria, gli inverni a spalare la neve che rischia di sfondare il tetto di paglia e le estati a lavorare nelle risaie sotto il sole.
Ed ecco anche un bel capitolo corposo sulla carta igienica! O meglio, su quando non c’era la carta igienica.
Prima di tutto i giornali, certo. Ma solo le famiglie benestanti potevano permetterseli. Stessa cosa dicasi per i fumetti, che i bambini ricchi leggevano in bagno e appena finita una pagina la strappavano non certo per tenere il segno.
Sfortunatamente per l’autore, la sua era la tipica famiglia contadina di tanti film di Kurosawa, tutta lavoro e sacrifici. Comprare giornali non era certo in cima alle priorità, figurarsi i fumetti! Quindi poco da fare, toccava pulirsi con foglie campo o terribile felce intrecciata.
Ma andare al bagno non era sempre una tragedia, anzi, i momenti di comicità nel racconto non mancano: impagabile il nonno che si pulisce con i disegni del nipote, per non parlare dell’attesa per la fine del quadrimestre quando le scuole restituivano, assieme alle pagelle, i compiti in classe di 4 mesi. Una festa per tutta la famiglia!
Che altro dire? Questo è un manga che vale la pena leggere.
Un po' troppo didascalico quando si parla di Tezuka, è quasi commovente nei piccoli attimi di vita quotidiana!
E l'autore non è mica uno qualunque. Il nome, Takao Yaguchi , non dirà nulla a nessuno. Ma il fatto che sia il mangaka che ha creato Sampei, ragazzo pescatore, è una gran bella sorpresa.

Intanto, a molti anni di distanza da mio nipote, la carta igienica mi mette ancora alla prova.
Ieri ne ho comprato un bel pacco, tutto soddisfatto dei pochi soldi sganciati.
Quale? - mi chiede la mia collega.
Be', quella con più rotoli e meno costosa. Ottimo rapporto quantità/prezzo - me la tiro con nonchalance.
Lo sguardo è quello della mamma davanti al bambino ingenuo. – Ma hai tastato il rotolo per sentire se è bello compatto? Perché alla fine ciò che paghi sono gli strappi e un rotolo troppo soffice ha meno carta. Non lo sapevi?

No.

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